Sono ultrasensibile… mica sarò incinta?

9 Giugno 2009 Nessun commento

Devo avere una qualche disfunzione ormonale ultimamente perché mi sento ultrasensibile, proprio come se fossi incinta. Il problema è che sono un maschietto! Saranno state le elezioni perse, Berlusconi onnipotente o la pappa reale che dovrei prendere ogni mattina ma che puntualmente mi dimentico con grande disappunto della mia morosa. Per esempio, proprio adesso, la mia gatta è venuta vicino e mi ha fatto uno strano verso. Mi guardava con occhi impauriti. L’ho presa in braccio e subito lei ha cominciato a fare le fusa. Ha chiuso gli occhi e fuseggiava come rincuorata della mia presenza. Sono uscito sul balcone tenendola stretta a me e mi è venuto in mente quando ero bambino io e mi infilavo nel letto di mamma e papà perché avevo capito che prima o poi si sarebbe dovuti morire tutti. Una volta dentro il lettone però tutto ritornava armonico e felice. La sola presenza dei miei genitori dissipava ogni brutto pensiero e mi addormentavo tranquillo e con il sorriso. E allora ho pensato che la mia gatta, nella sua ignoranza di animale, abbia capito che qualcosa sta lentamente cambiando e forse addirittura che anche lei si trova qui di passaggio, proprio come noi. Ha percepito qualcosa di più grande che l’ha spaventata e quindi è corsa da me che sono il suo unico punto saldo, come mamma e papà quando ero piccino io. E subito si è sentita felice e protetta. Facendomi questo filmino ho cominciato a piangere e ha pensare che in fondo si tratta di un’illusione, per Yuki, per me, per i miei genitori. Che cos’è che viviamo? Un miracolo o il peggiore incubo possibile? La clessidra è attiva e marcia inesorabile per tutti. Così ho pensato che quel piccolo esserino fuseggiante che tenevo tra le mie braccia, tutto bianco, con il nasino rosa e gli occhi chiusi un giorno non ci sarà più così come mamma, papà e infine io. E io non so perché, ma non sono stato dotato del dono della fede, ma me la faccio addosso dalla paura nel pensare che un giorno non ci saremo più e non avrò più coscienza di niente in eterno. Sono cose che non posso comprendere e che mi agitano, mi sconcuassano e mi terrorizzano. E’ da qualche tempo che trovo più sensibile a determinate cose e forse qualcosa si sta anche incrinando nel mio equilibrio mentale se ci penso sempre più spesso. Pensavo di aver archiviato il periodo delle paranoie e della scoperta della morte, quasi una ventina d’anni fa, in piena preadolesenza, E invece a trent’anni compiuti, questi pensieri mi dicono che a livello di percorso umano, sono ancora lontano anni luce dalla serenità e forse, questa serenità non la troverò neppure!

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berlusconi, tiscaliblog, facebook e il mondo!

8 Giugno 2009 Nessun commento

Parlare di elezioni? E a che serve? Tanto, tanto per cambiare, ha vinto il solito cavaliere del cazzo! Non riesco a capire come gli italiani possano essere così fessi! Davvero, che mi vergogno tanto di essere rappresentato da un folcloristico pagliaccio di dubbia moralità e ancor più dubbie vicende legali! Che schifo, davvero!

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Non sono positivo a Yuki!

29 Maggio 2009 1 commento

E così il verdetto è stato scritto ufficialmente su certificato medico: non sono allergico né alla mia gattona né a qualsiasi altro tipo di felino! Sono contento che non mi debba separare da Yuki. In effetti ero un po’ preoccupato della cosa. Resta di capire qual è la causa scatenante degli attacchi di tosse. A dire il vero in questo periodo facendo i dovuti scongiuri, si sono attenuati di molto. Spero che la cosa possa continuare così anche se sarebbe proprio il caso di andare a fondo con la faccenda.

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yuki

15 Maggio 2009 Nessun commento

Domani vado a fare un esame del sangue denominato Rast. Si tratta di trovare alcuni allergeni direttamente dal sangue. Purtroppo i miei attacchi di tosse e di asma stanno peggiorando e ho paura che la cosa possa diventare cronica. Se non dovesse risultare nulla’ allora dovrei cominciare a preoccuparmi sul serio della mia salute. Ma e’ altamente possibile, quasi certo, che la causa sia la forfora del gatto. E, sebbene una buona notizia per me, certo non lo sarebbe per Yuki perche’ questo vorrebbe dire io e lei non potremo piu’ condividere gli stessi spazi. Cazzo anche in questo momento sento i polmoni sibilare e faccio un po’ fatica a respirare! Porca troia che dispiacere!

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Come una candela che si consuma piano…

27 Aprile 2009 Nessun commento

Troppo spesso ci perdiamo nell’effimero della quotidianità perdendo di vista il nesso centrale della nostra esistenza: l’esperienza umana. Siamo così presi dal lavoro, dagli affanni e dai vizi che non ci ricordiamo più perché siamo qui e dove stiamo andando. Sia chiaro, nessuno sa qual è lo scopo di un uomo in questo mondo, ma spesso ci ritroviamo aridi, persi in situazioni senza senso. Incravattati, seduti nella propria postazione, in macchina nel traffico, sdraiati sul divano o persi con lo sguardo fisso sul monitor di un computer che mostra le nudità di una donna e la pochezza dell’anima. Smarriti in una dimensione diabolica dove tutto si sussegue senza un filo logico e comunque senza speranza di uscire fuori, come se fossimo sotto l’effetto di un sortilegio.
Eppure di tanto in quando qualcosa dentro di noi sembra urlare, dimenarsi incatenata. La possiamo sentire e quando riusciamo a percepirla ci sentiamo vivi di nuovo. Succede quando ti fermi a sentire il rumore della pioggia che cade incessantemente, quando respiri il profumo dell’erba bagnata, quando ti accorgi della risata di un bambino o dello stupore che vive nello scoprire qualcosa di nuovo, un alba, un tramonto, il mare in tempesta o la visione mozzafiato di una vallata dalla cima di una montagna. Ma è frastornante quando perdi qualcuno che conosci, qualcuno che ti ha voluto bene e che tu hai amato. Perché quando succede agli altri tutto scorre normale come una notizia di cronaca letta sul giornale o sentita alla televisione. Ma quando colpisce direttamente te, beh, allora cambia tutto. Nel dolore percepisci qualcosa di più profondo che va al di là del corso naturale degli eventi. Allora ti risenti vivo e capisci che tutto quello che stai facendo è sbagliato. Che non c’è nulla di vero nel lavoro, nella frustrazione, nel muto della casa, o nell’incazzatura al semaforo. Il traffico si trasforma in un momento di follia nel non senso dell’esistenza umana. Ti chiedi perché cazzo sei qui e a che cosa serve tutto ciò. Chi siamo, dove andiamo davvero. E’ davvero tutto frutto di una coincidenza? Siamo davvero meno di invisibili puntini nell’universo infinito. E pensi al prima, al presente e a quello che verrà e cerchi una soluzione ad un enigma indecifrabile. Quanti prima di me hanno vissuto e pensato e pianto e si sono disperati nel comprendere che la nostra parentesi un giorno avrà fine e saremo di nuovo nulla, come lo eravamo anni fa, secoli fa, millenni fa, ere fa e prima ancora quando ancora non si era formato il nostro pianeta e il sistema solare e la via lattea e le altre galassie. E ti manca il fiato e ti ricordi quella sensazione di angoscia che ti faceva correre dritto nel letto dei tuoi genitori, disperato, un bambino ce per la prima volta capiva che era questione di tempo e che sarebbe stato destinato semplicemente a non essere più. E ora sei ritornato ad avere tredici anni e piangi nel tuo letto, solo. Un giorno, come anni fa, smetterai semplicemente di esistere e lascerai il posto ad altre anime che si svilupperanno, cresceranno, avranno paura e un giorno capiranno che che tutto avrà fine. Tu c’eri arrivato prima di loro come d’altronde prima di te lo aveva scoperto la tua mamma e il tuo papà, i tuoi nonni, i tuoi avi, Cristoforo Colombo, Leonardo Da Vinci, Carlo Magno, Cesare, Catullo, Virgilio, Omero e Ramsete III. Com’era quando ancora non esistevi? Non ti fa paura pensare che quella sensazione di nulla sarà così per l’eternità? Già, l’eternità: mi va male la testa solo a pensarci. Eppure è inevitabile che prima o poi si finirà tutti così. Umili e potenti, schiavi e re, gatti, cani e tartarughe. Prima o poi si svilupperanno delle entità, bruceranno e si consumeranno come candele di cera per non essere mai più. E allora, ripeto, che senso ha il lavoro, la cravatta macchiata, l’incazzatura del traffico, quella bella donna nel monitor che sinuosa si muove sopra un corpo di uomo perfettamente scolpito. Voglio un Dio, un Dio amoroso che mi possa proteggere da questo inferno. Voglio potermi guadagnare una vita eterna insieme a tutte le persone che ho amato e che mi hanno amato, ma cazzo, non ci credo. Siamo sicuri che sia stato Dio a inventare l’uomo per amore e non il contrario per disperazione? Se non c’è nulla di là, anzi se c’è proprio il nulla, che razza di scherzo di cattivo gusto ha combinato il caso? Perché darci la coscienza se poi siamo destinati a non essere mai stati? Che senso avrà avuto il nostro passaggio? Anche Hitler è giustificato a suo modo. Oggi forse no, ma tra cinquecentomila anni? Che senso avrà il nazismo, il terzo reich e i campi di concentramento? Niente.
Immaginati una persona, un tizio qualunque. Raffiguratelo come vuoi. Gli occhi, i capelli, il taglio del viso, la mascella, il corpo. Immagina le imperfezioni del suo viso oppure la perfezione dei suoi lineamenti. Insomma, immaginati una persona mai vista e mai conosciuta, ma plausibilmente reale.. Beh, ci credi se ti dico quella persona è esistita davvero oppure esisterà? Magari trecento anni fa o se vuoi tra duecento da ora. Quella persona potrebbe benissimo essere tuo padre per me o il mio per te.
Un’esistenza unica, irripetibile e al tempo stesso angosciosa. Ecco cosa siamo. Che tu ti droghi o diventi il presidente del consiglio, non cambierà niente. Un giorno non ci sarai più e, con il passare degli anni e dei secoli, verrai dimenticato da tutti, come tutti.
Sai, qualcuno magari farà il gioco che ti ho suggerito prima e riuscirà a visualizzare un viso e mettendolo a fuoco nella propria mente penserà "è solo un viso, come tanti altri me ne potevo immaginare" e invece, chissà come, avrà pensato proprio a te.
Posso respirare in questo momento. E’ un enorme privilegio. E’ il dono più prezioso che si possa avere e la maledizione più grande al tempo stesso, ma finché sono è giusto sorridere a tutto e a tutti. Abbiamo questo in comune: condividiamo la stessa parentesi temporale. Ed è vero, come ti comporterai non cambierà niente: puoi anche diventare un serial killer se lo vuoi, ma una cosa è certa. In questa nostra storia senza senso ci sarà sempre la distinzione tra bene e male, tra buoni e cattivi. E questo mi da speranza sai. L’amore. L’amore c’è. L’amore per la donna che starà al tuo fianco, per la tua famiglia e per l’umanità intera. Forse davvero non avrà senso la nostra esistenza, ma se proprio devo scegliere, beh, io preferisco essere tra le schiere dei buoni.
Il rumore dello scrosciare della pioggia è diventato improvvisamente più dolce. Lo ascolto come se fosse una sinfonia di Bach. Respiro a pieni polmoni e mi assaporo il dolce profumo dell’erba bagnata. Sento un bambino che ride nell’appartamento di fianco, ignaro dei miei lugubri pensieri…

 

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piove, piove… la gatta non si muove!

26 Aprile 2009 Nessun commento

Piove… piove… oggi non ho fatto un cazzo! Ho passato la giornata a casa, rotolandomi nel letto, guardando al tv e giocando al computer! C’era la mia fidanzata che mi ha spalleggiato senza fare storie, anzi. Fosse stato per lei, forse oggi non avremmo neppure fatto il letto. Anche Yuki sembra soffrire un po’ questo tempaccio. Lei ha proprio dormito tuto il giorno! Ma non è stato solo oggi: è iniziato tutto ieri sera con la cenetta, il filmetto, il caffè, l’amaro e il letto. E’ proseguito per tutta la giornata. Non sono uscito per nulla. Ho aperto a malapena la finestra. D’altronde fa freddo: ci sono 11 gradi e, sebbene l’inverno appena passato sia stato particolarmente duro, beh, non ci sono più abituato. Adesso aspetto la fine della partita che sto seguendo on-line e poimi rimetto nel lettuccio. Magari leggo un pochino, chissà!

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verso i trenta!

24 Aprile 2009 Nessun commento

Stavo pensando che tra pochi giorni avrò trent’anni! sono già arrivato quasi nel mezzo del cammin e non me ne sono nemmeno accorto! se raddoppio l’età sono diventato mio padre, se la triplico, mio nonno e se la quadruplo… come tutti quelli che sono esistiti e più non sono e non saranno. Un bel pensiero per essere venerdì no? Bah! Godiamoci ancora i 29 anni che tra poco lascio per sempre il 2 per abbracciare il 3!

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parlano di sciacalli, ma gli sciacalli sono loro!

14 Aprile 2009 Nessun commento

Certo che poi vedi trasmissioni come Ballarò, Report e, seppur di fazione, Anno Zero! Le vedi e ti accorgi di quanto faccia schifo questo paese! Di quanto questi mangino, mangino e ancora mangino… sono una voragine di avidità e cupidigia! Sono d’accordo, uno attacca l’altro, uno fa il governo l’altro l’opposizione, poi si invertono i ruoli e ricominciano da capo nell’indifferenza… nella noia degli italiani a cui non importa più… l’importante è il campionato e la soglia di povertà minima garantita!

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E’ che ho cominciato a sentire il vento soffiare sulla mia pelle

18 Marzo 2009 Nessun commento
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La magia di un tramonto

14 Marzo 2009 1 commento
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